Videostream é la medicina del Chromecast

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Durante l’estate appena trascorsa sono diventato un possessore del tanto amato e chiacchierato Chromecast. Fondamentalmente al momento del suo acquisto non ne avevo un reale bisogno data la mancanza di un TV degno di essere definito tale. Il suo acquisto per me è stato puramente uno sfizio da togliermi, un acquisto  di quelli che fai col buono che ti regalano da spendere nel negozio della tua città.

Le cose però, sono cambiate quando, nel mese di Ottobre ho acquistato un nuovo TV 32 pollici. La TV è tale solo per definizione dato che da ormai quasi 10 anni al di fuori del calcio non la guardo proprio più ma la utilizzo come un gigante schermo per streammare i contenuti provenienti da vari servizi (YouTube, Netflix e affini).  Altre volte invece mi sono trovato a dover streammare contenuti sul mio PC. Avendo constato l’instabilità di VLC 3.0 con Chromecast ho dovuto cercare una soluzione alternativa su come riprodurre video su Chromecast senza Google Chrome.

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Apple risponde alla corte in materia di sicurezza e mi convince

Nelle scorse ore sul web ha cominciato a circolare la notizia per cui  Apple avrebbe risposto in maniera negativa a una richiesta di FBI per “ammorbidire” il sistema di sicurezza che protegge l’iPhone. Nello specifico, la richiesta dell’FBI, è quella di ammorbidire il sistema di protezione di uno degli iPhone degli attentatori della strage di San Bernardino, in California dello scorso Dicembre. L’FBI infatti, a causa del sistema di sicurezza di iPhone non riesca ad accedere ai dati personali dell’attentatore. Continue reading

Moment, il mio alleato per l’iPhoneography

Da qualche tempo a questa parte ho deciso di prendere sul serio una corrente di fare/pensare: l’iPhoneography. Per chi non sa a cosa mi riferisco, riporto testualmente Wikipedia:

iPhoneography is the art of creating photos with an iPhone. This is a style of mobile photography that differs from all other forms of digital photography in that images are both shot and processed on the iOS device. Whether a photo is edited using different graphics applications is an argument among iPhone photographers.

Partendo dal presupposto che la iPhoneography e la fotografia tradizionale siano due mondi separati e lungi da considerarmi un fotografo, voglio parlarvi di un supporto che ha migliorato sensibilmente la mia esperienza con l’iPhone.

Lenti esterne, che passione ma..

Tempo fa mercato sono apparse delle lenti per iPhone da applicare tramite una apposita custodia o con una soluzione built-in. Queste, pur offrendo vantaggi come il fisheye, wideangle, il macro o il tele presentano un difetto che un “perfezionista” di iPhoneography come me etichetta come “grave difetto”, ovvero una forte distorsione. [Qua una galleria per vedere immagini scattate con Olloclip, la lente in questione].

Possiamo trovare delle app come Skwrt che ci aiutano a ridurre e/o camuffare queste distorsioni, il problema di base. Non solo, ad esempio le lenti Olloclip nonostante le ottima fattura presentano un effetto “bruciatura” nella parte superiore e/o nei lati a seconda della luce. Un difetto che, col passare del tempo mi ha portato ad abbandonare questo prodotto che di fatto era molto comodo: tutto d’un pezzo, lo si agganciava alla parte superiore dell’iPhone e via con gli effetti spettacolari.

Qualcosa è cambiato

I tempi sono cambiati, gli smartphone si sono evoluti e le lenti, ahimè sono rimaste le stesse. C’è voluta una new entry in un mercato in continua espansione. Moment è un collettivo di creatori creativi che credono che il futuro della fotografia sia nelle nostre tasche. Questi abili builders, come si definiscono loro, cercano di offrire al mon

La grande bellezza

Oltre a essere prodotti funzionali, (ho provato Moment Lens perInstagramers Italia) sono prodotti di ottima fattura. Da qualche tempo, in attesa di cambiare il mio “vecchio” iPhone 5 e passare a un iPhone 6S Plus, ho messo nella mia lista dei desideri la “MOMENT CASEN Black / Walnut”.Non siamo davanti alla solita custodia ma davanti a un prodotto funzionale alla nostra iPhoneography. Oltre alla pregevole fattura e il dettaglio in legno che possiamo osservare nella foto, questa è dotata anche di un comodo pulsante per lo scatto, molto simile a quello che ho potuto apprezzare tempo fa sul Camera Grip di Lumia 1020.

Perché scelgo Moment per la mia iPhoneography

Ho scelto Moment perché c’è bisogno di innovare anche nell’iPhoneography. Abbiamo bisogno di novità, di qualcosa di cool e funzionale e per farlo ho scelto coloro che vogliono spaccare il mondo dell’iPhoneography. Lo fanno a colpi di ottimi prodotti e tanto stile. Affianchiamo al funzionale — in primis — al bello. Perché i nostri device non sono solo funzionali ma anche vere e proprie opere di design. Valorizziamoci. Valorizziamo i nostri scatti.

Ho scelto Moment perché ad ora non vedo niente di più funzionale e cool; siccome ho deciso di prendere la strada dell’iPhoneography, la seguirò “col meglio”.

Se ti interessano i miei scatti, seguimi su Instagram: GUSIONS

Bobine il cavo per iPhone che fa anche da dock

 

Sono sempre alla ricerca di un cavo perfetto per i miei gusti. Essendo ormai quasi esclusivamente utente iPhone a causa della morte del mio Nokia Lumia 1020, mi ritrovo immerso nuovamente in mondo di accessori che fino a qualche tempo fa mi era più o meno sconosciuto.

Di recente grazie ai ragazzi di FuseChiken ho potuto mettere mano a BOBINE, un nuovo e innovativo (nonché molto particolare) dock per iPhone 5/5C/5S/6/6Plus. BOBINE a differenza dei soliti dock per iPhone si differenza per una caratteristica: la forma. Se siamo abituato al solito dock disegnato da Apple o altri manifatturieri, ci aspetteremmo qualcosa di fin troppo geometrico e preciso, questo prodotto rompe tutti gli schermi e stereotipi del classico dock.

A rendere BOBINE un dock non è la forma bensì il suo materiale. Come possiamo vedere dall’immagine, il cavo è realizzato quasi completamente in acciaio ad esclusione del connettore lightening e le parti che riguardano l’ingresso USB e la parte superiore fondamentale per sorreggere il nostro dispositivo.

La prima impressione

La prima impressione è sempre molto importante, a volte è fondamentale e BOBINE non ha tradito le aspettative. Appena scartato dalla sua semplice ma efficace confezione ci accorgiamo di essere davanti a un prodotto di estrema qualità. Personalmente non avevo mai visto un cavo di acciaio nel settore smartphone. Cosa che mi ha stupito positivamente.

Dopo averlo maneggiato con attenzione ho deciso di deformarlo a mio piacimento, ottenendo degli ottimi risultati. BOBINE fa valere i suoi materali pregiati e fornisce una vera e propria dock da un semplice cavo.

Dopo un mese di intenso utilizzo

Dopo un mese di utilizzo sono rimasto comunque super soddisfatto ed ho avuto modo di rispondere ad alcune domande che mi sono state rivolte. Il cavo funziona anche per la sincronizzazione dei dispositivi con PC/Mac, per poterlo utilizzare è necessario rimuovere custodie di qualsiasi tipo e solo i più sottili bumper non ne impediscono il funzionamento.

BOBINE è un cavo molto resistente, che possiamo utilizzare al posto del solito cavetto fragile dell’iPhone di Apple. Non ha un peso eccessivo (lo si può mettere in borsa senza alcun problema) e lo possiamo modellare a nostro piacimento. Altri usi di cui ho abusato è quello di treppiedi, fondamentale per scattare sia le foto al mare che per esempio “seflie”.

Possiamo acquistare BOBINE al prezzo di 35 dollari tramite il sito ufficiale del prodotto.

15 utenti Instagram amici che vi consiglio di seguire

Da qualche mese assieme alla mia carriera da blogger ho deciso di provare a costruirne una parallela, quella di Instagramer. Ancora non ho ricevuto dei riconoscimenti ufficiali da Mamma Instagram al di fuori di qualche libretto e adesivo, ma studiando bene l’ambiente ho trovato alcuni profili molto interessanti che ispirano il mio feed. Ho deciso di creare una saga di qualche puntata (due o tre) con 15 utenti Instagramers Italiani da seguire. Questa volta vi consiglio 15 amici, che dovreste già seguire.

Ho deciso di non mettere numeri, né scale, in quanto apprezzo e stimo tantissimo artisticamente e personalmente tutti gli instagramer citati. La decisione di utilizzare il criterio “ordine alfabetico” mi è sembrata una delle decisioni più giuste.

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Montar è il nuovo supporto per smartphone per la tua macchina e non

 

 

 

Di recente mi sono dovuto confrontare con una realtà: non sono riuscito, in tutto questo tempo a procurarmi un supporto da tavolo per iPhone. Di recente però sono stato contattato da Montar per provare il loro nuovo prodotto.

Montar infatti è un fantastico supporto auto per smartphone. Veramente un ottimo prodotto, ottima qualità costruttiva e un  design veramente impeccabile. Non ci sono ventose come alcuni prodotti del settore, bensì la parte inferiore è dotata di un particolare materiale che si adatta a qualsiasi superficie ed è veramente molto difficile da smuovere.

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Avendo bisogno di uno stand per smartphone con supporto da tavolo, ho adattato Montar a questa funzionalità. Ottimo adattamento e stabilità degna di nota. Possiamo acquistare Montar su Amazon al prezzo di 18.99 euro questo indirizzo.

Toshiba FlashAir W-03 recensione: ecco la perfetta SD per la tua DSRL e iPhone

La tecnologia corre forte, ma l’innovazione pure. Tutte le moderne DSRL ormai integrano il Wi-Fi che permette di scambiare senza fili le foto scattate. Una vera e propria novità, che permette di abbattere i tempi di trasmissione di questi e di conseguenza aumentare la produttività grazie al risparmio di tempo.

Per tutti quei dispositivo o quelle DSRL (ma anche compatte) non proprio nuovissime ma ancora valide che non sono dotate di questa tecnologia arriva un prezioso alleato: Toshiba FlashAir W-03. Una nuova e incredibile SDHC che permette alle macchine senza Wi-Fi di utilizzarlo, grazie a una particolare tecnologia.

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La Toshiba FlashAir W-03 infatti è dotata di un modulo Wi-Fi che lavora in coppia all’applicazione FlashAir app Help, che permette ai moderni smartphone e tablet di ricevere i file contenuti in essa. Io l’ho provata con una DSRL prestatami per il test in accoppiata col mio iPhone e devo dire che questa funziona molto bene. Il trasferimento delle foto è rapido e privo di intoppi. Alcune app come Snapseed e Photoshop Touch offrono la possibilità di aprire direttamente le foto presenti nell’SD se connessa tramite Wi-Fi.

Un vero e proprio alleato che potremmo declinare nell’utilizzo, alternativo — e poco etico — di Instagram. A mio parere scattare fotografie con Reflex e affini per poi postarle su Instagram non ha proprio senso. Ma c’è chi lo fa e Toshiba FlashAir W-03 è un vero e proprio alleato.

Di base questa Toshiba FlashAir W-03è fondamentale per chi possiede una macchina senza Wi-Fi ma per comodità pubblica le foto di questa sui social. Fondamentale per evitare il processo di scaricamento delle foto dal PC/Mac e successivo upload sui social. Veramente consigliata. La possiamo acquistare al prezzo di 39.90 euro per la versione da 32 GB a questo indirizzo.

iOgrapher recensione: quando la mobile photography viene portata all’ennesima potenza

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Nelle scorse settimane ho avuto il piacere – e anche l’onore – di provare con le mie mani iOgrapher uno dei gadget più richiesti ed apprezzati da tutti gli iPhoneographer.

Ho testato per bene alcuni prodotti della serie iOgrapher. Vediamoli assieme.

CASE

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Il primo, nonché elemento fondamentale, è sicuramente il Case. Siamo davanti a una struttura in plastica rigida, che ci offre una buona sensazione di stabilità e un ottimo grip che ci permette di utilizzare il nostro iPhone in maniera completamente diversa. Grazie alle maniglie laterali infatti potremo ottenere un grip fenomenale specie se siamo soliti a scattare fotografie in modalità “landscape”.

Il case ingloba perfettamente il nostro iPhone (io ho provato la versione per 5 e 5S) e impedendone la caduta o qualsiasi altro spostamento. Nella parte inferiore infine troviamo anche l’alloggio per il treppiedi, fondamentale per chi come me è solito scattare foto a lunga esposizione.

Ma non solo, la vera chicca è un’altra però: nella parte posteriore del case è disponibile l’alloggiamento per delle lenti da 37mm, fondamentali per migliorare la nostra esperienza con iPhone.

 

LENTI

 

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Assieme al case mi sono state fornite due lenti da agganciare al case: un grandangolo e un tele obbiettivo. Entrambi prodotti di ottima fattura, con un package molto interessante. All’interno troviamo un comodo e pratico sacchetto che ci permette di trasportare la lente in assoluta tranquillità senza pensare che questa possa rovinarsi e/o graffiarsi.

Le dimensioni, come possiamo vedere dalle due foto delle lenti non sono eccessive, si infilano nello zainetto senza problemi. Io che sono solito utilizzare dei pantaloni non proprio skinny, le porto tranquillamente nelle mie tasche.

I risultati delle foto scattate con queste lenti sono fenomenali. Il grandangolo mi ha piacevolmente stupito. La distorsione inoltre, solitamente notabile a prima vista con lenti di altro tipo è minima e fortunatamente è semplicemente correggibile con app tipo SKRWT.

Il Telefoto 2x è semplicemente ottimo, anche qua la qualità della foto non viene minimamente intaccata riuscendo ad ottenere ottimi risultati anche col “solo” iPhone.

 

MICROFONO

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Assieme al case e alle lenti, ho ricevuto in dotazione un vero e proprio gioiellino. Il suo nome è smartLav+ è un semplice ma potentissimo microfono.

La potenza di suono e la chiarezza di questo sono portati all’ennesima potenza. Un ottimo accessorio per chi è solito realizzare dei video. Io ne ho realizzato uno (che pubblicherò a breve) per testare il funzionamento di tutti gli accessori e sono rimasto piuttosto stupito del microfono.

Il suono rimane pulito, chiaro, anche in ambienti rumorosi e con rumori di sottofondo piuttosto invadenti. Le dimensioni di questo sono le stesse di un paio di auricolari standard, ne’ più ne’ meno.

Una piacevole sorpresa!

 

Conclusioni

Gli strumenti che ho avuto modo di provare riguardanti iOgrapher sono davvero fenomenali. Uniti insieme permettono di realizzare un prodotto veramente ottimo, specie per quel che riguarda i video.

Il case è leggermente ingombrante ma se utilizzato in coppia con un buon treppiedi diventa fondamentale dato che fissa lo smartphone a questo, evitando ogni movimento.

Il grandangolo e il telefoto sono ottimi prodotti, degni di nota e il microfono è fenomenale. Se volete cominciare a utilizzare il vostro iPhone per realizzare qualcosa al “next level” iOgrapher è quello che fa per voi!

 

In chiusura vi lascio i link per acquistare i prodotti in questione, qualora foste interessati: Case, grandangolo, telefoto, microfono.

Hype, l’app del futuro che rivoluzionerà il mondo dei pagamenti elettronici

“Money is just a tool” questo è lo slogan che possiamo osservare quando apriamo Hype, una delle più interessanti app che abbia provato in questo ultimo periodo. Andiamo per ordine.

Cos’è Hype?

Hype è un nuovo servizio di Banca Sella, con omonima app, che ci permette di inviare soldi agli amici, fare acquisti on line e  utilizzare una carta di credito ricaricabile contactless con circuito MasterCard. Sembra un qualcosa di surreale, ma ebbene esiste.

Hype ci permette di scambiare denaro con altri utenti della piattaforma senza alcuna spesa e sopratutto in tempo reale. Ma non solo l’app ufficiale  integra un vero e proprio salvadanaio che giornalmente mette da parte una determinata cifra da nostro conto Hype per raggiungere un obbiettivo che abbiamo fissato in precedenza.

 

Figo, voglio provarlo!

Iscriversi ad Hype è semplicissimo. Innanzitutto bisogna registrarsi. Dimentichiamo fogli, foglietti e cartaceo vario. Per iscriversi ad Hype servono due cose: le nostre generalità e un bel selfie col nostro documento di identità (patente, carta di identità o passaporto). Tutto avviene o sul web o tramite l’app apposta. Nessuna fila in nessuna filiale. In trenta minuti si riceve l’attivazione e si è pronti a entrare in un nuovo mondo dove il denaro è uno strumento.

Una volta ottenuta la mail di attivazione avremo a disposizione una carta di credito e un iban. Quest’ultimo serve per effettuare un bonifico per attivare la carta e cominciare a utilizzare Hype. Se invece siamo più esigente e vogliamo la carta di credito fisica, dovremo richiederla e in appena 2 giorni sarà nelle nostre mani. Personalmente richiederò la carta visto che è possibile effettuare ricariche tramite il circuito QuiMultibanca.

L’app Hype

Il vero punto di forza di Hype secondo me è la sua applicazione, disponibile per iOS e Android. Interfaccia chiara, pulita e semplice. Tramite il menu laterale infatti possiamo accedere a tutte le funzionalità del servizio. Potremo accedere a:

  • “Movimenti”: per osservare le altre, le uscite e il nostro saldo disponibile;
  • “Obiettivi”: per consultare gli obiettivi posti in precedenza e conoscere la loro scadenza;
  • “Ricarica Hype”: dove troveremo tutto il necessario per ricaricare il nostro conto Hype; o tramite carta di credito o tramite bonifico (con possibilità di inviare le coordinate bancarie via mail per effettuare il bonifico);
  • “Invia denaro”: per inviare del denaro ai nostri amici iscritti ad Hype, chiamati “Hyper”. Potremo selezionare un qualsiasi numero della rubrica che riceverà il nostro messaggio per iscriversi al servizio al fine di riscuotere la cifra inviata oppure scegliere tra gli “Hypers” ovvero i nostri contatti della rubrica già iscritti ad Hype;
  • “Richiedi denaro”: per richiedere del denaro ai nostri contatti in rubrica, anche qua divisi tra “Tutti” e “Hypers”;
  • “Ricarica cellulare”: funzionalità bonus. Tramite l’app infatti potremo effettuare con qualche semplice tap ricariche telefoniche di vari operatori dove andremo a pagare col credito Hype.

Ma tu Hype, come lo trovi?

Una figata. Parliamoci chiaro, i pagamenti elettronici si stanno evolvendo e io ne monitoro continuamente l’evoluzione. Ma prima d’ora non avevo trovato qualcosa di così semplice immediato come Hype.

A colpirmi se non fossi capito è la semplicità d’uso derivata dall’app, molto bene fan fatta che trasforma davvero il denaro in uno strumento, esattamente come dice lo slogan. Ma non solo. Trovo molto interessanti gli obbiettivi e il fatto che mettano da parte i soldi per me. Fondamentale per uno come me che quando vede una cosa su qualche sito la acquista senza pensarci due volte.

Bonus ricariche telefoniche. Mi sono preposto di destinare ad Hype e alla funzionalità “Ricariche Telefoniche” parte del denaro cartaceo che spendo in ricariche telefoniche. Questo è il mio “patto con Hype”.

Bonux X2: non solo bellezza e praticità ma anche tanta sicurezza. Da “addetto ai lavori” infatti ho potuto osservare come l’app di Hype sia molto sicura. Se stiamo utilizzando l’app e smettiamo di utilizzare lo smartphone e questo va in standby, quando andremo a riaprire l’app, per accedere nuovamente, dovremo inserire la nostra password.

Quindi Hype?

Spero che Hype si diffonda a breve tra gli utenti e tra i miei amici. Se questo prenderà piede sarà molto semplice scambiare denaro tra amici, per fare qualche piccolo regalo o per dividere il totale del bar il sabato sera. Io ho offerto dei caffè virtuali ai miei amici Hyper, prendete e bevetene tutti amici Hyper!

 

Potete scaricare Hype, ve lo consiglio se volete dare una svolta al vostro rapporto con la moneta digitale, a questi indirizzi:

 

App Store: https://itunes.apple.com/it/app/hype/id943405905?mt=8

Google Play: https://play.google.com/store/apps/details?id=it.hype.app

Radian il nuovo strumento per i tuoi timelapse

Nelle ultime settimane ho avuto modo di provare uno dei prodotti più interessanti venuti da Kickstarter. Si chiama Radian ed è un nuovo e interessantissimo strumento per poter unire le funzionalità della vostra DSRL e il vostro smartphone per poter realizzare dei fantastici Timelapse.

Ma andiamo per ordine: Radian è un progetto che nasce a metà del 2012 che da subito conquista l’attenzione dei backer di Kickstarter e termina con largo anticipo la raccolta fondi per la realizzazione del prodotto tanto da raccogliere 292,848 dollari su 178,750 richiesti inizialmente. Un vero e proprio successo.

Cos’è Radian e come funziona

Radian è un nuovo strumento che migliorerà sicuramente la vostra esperienza d’uso nella cattura dei timelapse. É formato da una base rotante che da agganciare sia al treppiedi che alla DSRL per i nostri timelapse. A differenza di tutti gli altri strumenti del settore, Radian utilizza una nuova forma di controllo tramite lo smartphone.

Per far funzionare Radian è necessario uno smartphone e l’app ufficiale di Radian. Tramite l’app infatti potremo decidere la durata del timelapse, il numero di scatti e la rotazione in gradi di Radian.

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Il punto centrale, l’emento fondamentale per il nostro timelapse diventa quindi lo smartphone, che invierà tramite apposito cavo jack le impostazioni scelte precedentemente dall’app.

Dopo aver “pushato” le impostazioni sul Radian, comincerà il processo di acquisizione delle foto. La nostra macchina comincerà a catturare immagini con la frequenza impostata in precedenza per il lasso di tempo stabilito.

Verranno quindi prodotti una serie di scatti in serie e panoramici grazie al movimento di Radian, che ruoterà delicatamente per gli scatti migliori.

Prova su strada

Montare Radian è molto semplice. Una volta effettuato l’unboxing è sufficiente seguire le istruzioni contenute (o stampate) sulla scatola. Una volta agganciata la base alla treppiedi nella parte inferiore e la macchina sulla parte superiore abbiamo già compiuto la maggior parte delle operazioni.

Dopo di che è necessario collegare la macchina a Radian col cavo usb che troviamo in dotazione e il telefono a Radian con l’apposito cavetto e far partire il tutto. Una operazione semplice, che necessita di appena cinque minuti, veramente molto semplice.

 

Come fare il Timelapse

Con Radian potremo esclusivamente scattare delle foto che poi dovremo mettere assieme con un software gratuito o a pagamento.

Conclusioni

Radian è un fantastico strumento per i timelapse, tutto ciò che un utente semi professionale necessita per realizzare questa particolare tipologia di video. Io ho effettuato una prova con una Nikon 5100  e devo dire che mi ci sono trovato molto bene. Il risultato è degno di nota, lo sto ancora preparando ma sta venendo un gran bene 😀

Nokia Lumia 830 recensione: quando l’equilibro non è riduttivo

lumia_830_recensione_gusionsNegli ultimi sessanta giorni ho avuto il piacere di provare a fondo Nokia Lumia 830, il nuovo terminale (nonché l’ultimo dell’era Nokia) di fascia medio alta presentato all’evento More Lumia del 4 Settembre scorso. Il terminale arriva con grandi aspettative in casa mia, visto che i fratelli come il Lumia 1020, Lumia 930 e Lumia 1520 mi hanno esaltato parecchio.

Fossi obbligato a definire questo terminale con una parola direi equilibrato. Nulla potrebbe meglio descrivere questo smartphone. Attenzione però a non interpretare la parola equilibrato con accezione riduttiva. L’equilibro di questo terminale sta tra la potenza, la bellezza e il prezzo davvero interessante.

Primo impatto

Avviso: se cercavate una recensione tradizionale questo è il post sbagliato. Forse. Non parlerò della confezione ma come mi sono trovato con questo smartphone.

Il Nokia Lumia 830 mi ha subito colpito. Sembra il 930 esteticamente parlando ma mi piace di più. Paradossalmente la fotocamera sporgente per un amante di Nokia Lumia 1020 è vera e propria arte. Molti l’hanno criticata a me piace e parecchio. A differenza del fratello maggiore la cover posteriore è removibile (seppur con qualche difficoltà se siete quasi privi di unghie come il sottoscritto) dove possiamo accedere alla batteria rimovibile e potremo espandere la nostra memoria tramite microSD e inserire la Nano sim.

La cornice metallica come si dice è tanta roba. Mi ricorda, una volta tra le mani, la prima sensazione avuta impugnando Nokia Luami 925, il primo vero Lumia realizzato con materiali “premium”. L’elemento principale a cui ho prestato subito attenzione è sicuramente il peso. Migliorato di netto rispetto al Lumia 930. Ora lo smartphone, nonostante i 5″ di display è perfetto per l’utilizzo anche con una sola mano.

Se il primo impatto è quello che conta, beh, allora ci siamo. Ma non adagiamoci e continuiamo ad esplorare questo Nokia Lumia 830.

L’uso di tutti i giorni

Una cosa è il primo impatto, un’altra è utilizzare lo smartphone durante l’arco di una giornata. Provando vari smartphone, il fattore utilizzo continuativo è fondamentale per poter giudicare nel migliore dei modi un terminale. Nokia Lumia 830 arriva con la promessa di essere un Nokia Lumia 930 solamente meno costoso. Forse in Nokia/Microsoft ci sono riusciti. A fare qualcosa di meglio del Lumia 930, sia chiaro.

Perché si, qualche mese fa mi ero innamorato del Lumia 930 ma il Lumia 830 è diciamo — paradossalmente —  una evoluzione. L’hardware forse non è lo stesso, con una pendenza a favore del top gamma, ma la differenza nell’uso quotidiano si sente poco e nulla.

Utilizzo il terminale per uso comune: chiamate, messaggi, tanto tanto WhatsApp, una buona dose di Instagram e un po’ di Twitter e devo dire che non sento tanto la necessità di aver un telefono di scorta o una batteria aggiuntiva anche se porto sempre la DC-19 con me per le eventualità.

L’utilizzo è sì massiccio ma il terminale riesce ad arrivare a fine serata con qualche accorgimento, ma senza dover rinunciare al “non so cosa”. Windows Phone 8.1 è in versione Denim, la 8.1.1 personalizzata da Nokia, che porta con sé alcune novità e ottimizzazioni che si aggiungono già all’ottimo lavoro di Microsoft e Nokia. Anche se a dire il vero, Lumia Camera, una delle principali novità per i top gamma Lumia arriverà nel mese di Dicembre.

Cambiare è bello sì, ma quanto è difficile. Specie se si è abituati ai 4.5″ del Nokia Lumia 1020. Il display da 5″ è molto bello, i colori ben bilanciati e la resa anche sotto il sole è notevole. Ma abituarsi è difficile, più o meno. Una volta presaci la mano però è difficile cambiare o tornare a schermi di dimensione inferiore. Il grip è ottimo complice anche l’ottima cornice in alluminio, che permette di avere lo smartphone saldo in mano anche nelle peggiori situazioni.

Foto e affini…

Uno dei punti di forza di questo terminale, nonché di tutti i terminali Lumia, è il settore imaging. La fotocamera di questo terminale infatti è fantastica. 10 Megapixel di potenza, ottiche Zeiss con tecnologia PureView all’ennesima potenza. Non siamo ai livelli del Lumia 1020 per carità ma la qualità degli scatti è veramente fondamentale. Ottima praticamente in tutte le situazioni: dal più soleggiato paesaggio fino alla foto buia dentro una stanza in piena notte con luce accesa.

Elemento che mi ha colpito particolarmente, probabilmente complice anche Lumia Denim, è la riduzione del rumore digitale nelle foto. Già basso in Lumia 930 e ora quasi assente su questo terminale. Ottima cosa, vista anche la possibilità di scattare foto con Lumia Camera in formato DNG per essere poi editate con strumenti di fotoritocco professionali.

Ma alla fine tu questo Nokia Lumia 830 me lo consigli?

La risposta è ovviamente sì. Precisiamo. Lucia 830 è uno smartphone di fascia media visto il prezzo (ufficiale di 399 euro) con caratteristiche da top gamma. Non è il 930 almeno sulla carta, ma non ha nulla da invidiargli, anzi. Sembra una versione migliorata di questo, leggermente depotenziata a livello di processore ma conservando materiali ma anche prestazioni super, capaci di insediare i top gamma anche di altri OS.

Due mesi con questo terminale mi sono bastati per promuoverlo a pieni voti, senza sì né ma.

Zombie Catchers, un titolo per iPhone finalmente fuori dal coro

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Rieccoci qua. Per il nuovo ciclo di post di approfondimento annunciato di recente ho deciso di presentarvi Zombie Catchers, un gioco per iOS che in questi ultimi giorni sta catturando — e non poco — la mia attenzione. I protagonisti di questo titolo sono  gli zombie, i personaggi più amati dai videogiocatori di smartphone e tablet, che hanno ne letteralmente conquistato il cuore, me compreso.

Come possiamo intuire dal titolo in Zombie Catchers, dovremo immedesimarci in un simpatico alieno verde cacciatore di zombie e un rugginoso robot, il suo socio di affari. Il nostro personaggio dovrà recarsi in tre differenti lande per catturare quanti più zombie possibile per tenere su la baracca e non è un modo di dire perché i due, in un ipotetico nuovo pianeta, vendono spremute di zombie (fatte in casa) coi retrogusti più disgustosi possibili, come piace — pare —  alla clientela. Nei sotterranei di questo banchetto infatti ci sono degli impianti con spremizombie davvero moderni che producono spremute di qualità che permettono al nostro personaggio di continuare le sue esplorazioni con potenziamenti all’equipaggiamento e nuovi pezzi per migliorare gli spremitoi e di conseguenza per aumentare i guadagni.

Giocandoci..

La semplicità d’uso è l’arma non troppo segreta di questo titolo. Una volta mandato il nostro alieno in esplorazione dotato di cervelli, armi varie e un jetpack, avrà il inizio il nostro divertimento.

Gli zombie sono molto timidi, si nascondo in delle buche, prontamente segnalate dal gioco dove noi dovremo lanciare un cervello che col suo odore, funzionerà come esca. Subito dopo aver compiuto questa operazione sarà bene nascondersi perché nonostante l’odorino del cervello non soppianterà il nostro. Una volta posti a debita distanza la preda uscirà allo scoperto, si guaderà attorno, e una volta avvertita la nostra presenza comincerà a correre all’impazzata e noi dovremo rincorrerla e traffigerla senza pietà.

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Una volta terminato il livello verremo ricatapultati al nostro chiosco dove metteremo al lavoro i nostri macchinari. Una nuova caccia non inizierà al termine della precedente ma quando il drone cerca zombie troverà nuovi zombie. Il tempo varia da zona a zona e mediamente è di sei minuti che andranno diminuendo al passar dei livelli. Comunque sì, hai letto bene, per giocare un’altra partita è necessario che trascorra un lasso di tempo variabile tra i dieci e i cinque minuti. É una eternità starete pensando. Ed è proprio così.  Tra una partita e l’altra potrete prendere un caffè. O acquistare del plutonio, da pagare con soldi veri però, per dopare i droni affinché trovino gli zombie.

Le missioni saranno man mano sempre più difficili e come tali ci sarà bisogno di una attrezzatura di supporto degna. Per questo acquisteremo (con le monete del gioco) potenziamenti per l’arpione (l’arma di base), delle utilissime trappole per non far scappare gli zombie, dei potenziamenti per il jetapack e in aggiunta una pistola spara reti (dotata però di soli tre colpi dopo sarà necessario il plutonio per ricaricarla) capace di catturare fino a tre zombie.

Ogni tre livelli circa viene introdotto un nuovo esemplare di zombie, che permetterà di rendere il gioco sempre più interessante senza però dimenticarsi degli esemplari precedentemente visti e catturati, fondamentali per tenere in piedi la baracca. Detto così può sembrare stupido, immaginatevi però, seduti sulla tazza del cesso di comandare una vera e propria multinazionale di spremute di zombie. Il senso di onnipotenza è incredibile.

Ma quanto mi costa il plutonio

Il funzionamento di Zombie Catchers è molto discutibile. La parola chiave con cui potrei descriverlo è attesa. Ci sono attese ovunque: per trovare gli zombie, per spremerli e  per ricaricare le armi. Una scorciatoia per abbattere l’attesa è una sola: usare il plutonio. Questo elemento, iper presente nei vari fumetti, è ottenibile in due modi: catturando dieci zombie ci verrà assegnata una barra di plutonio o acquistandolo e pagandolo coi soldi veri. Il plutonio costa più dell’oro. Utilizzare solo quello ottenuto dalla cattura degli zombie è praticamente impossibile per giocare in lassi di tempo accettabili. Qui scatta la finestra per l’acquisto tramite meccanismo in-app: 160 barre costano 4,49 euro, 400 barre costano 8,99 euro, 900 barre costano 17,99 euro e 2400 barre 44,99 euro.

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Cifre da capogiro per gli utilizzatori abituali di plutonio, assuefatti dal suo uso per ottenere un gioco molto meno spezzettato che neanche Stan Lee nei suoi fumetti utilizzerebbe nelle quantità consumate dal giocatore di Zombie Catchers medio-ricco.

Il modello di business del gioco è chiaro: zero pubblicità, zero costi per acquistare il gioco ma lunghe attese per incitare l’utente a cadere “nella trappola” degli acquisti in-app (salvo offrire raramente un video sponsorizzato per abbattere l’attesa).  Discutibile per molti, inaccettabile per altri e basta che si giochi per me. Perché per blog e passione di giochi per smartphone ne ho provati tanti tanti e anche di più, ma uno che mi abbia catturato come questo quasi mai. Nemmeno il primo Angry Birds.

Ma no, un vero videogiocatore nudo e crudo e spiantato come me non cederà alla tentazione di abbattere le attese pagando col denaro reale. Ho imparato a prendere la cosa con filosofia e prendere il titolo come tale. Un ottimo passatempo per riempire i buchi di tempo all’Università o in casa con la quale perdermi per qualche minuto. Non di più.

 

Ma alla fine?

Stiamo calmi. Mi è sempre stato insegnato di non arrivare subito alle conclusioni. Scherzi a parte, tirare su un giudizio su questo titolo è molto difficile.

Scherzo di nuovo (che burlone che sono). Allora, Zombie Catchers è uno dei giochi più  cool che si possano trovare in questo momento sull’AppStore. Forse anche il più fresh visto il suo format piuttosto interessante anche se non innovativo. L’idea di base è ottima, il funzionamento pure. La trama — assente in molti titoli next gen sui vari store — rende tutto più interessante e ci offre un motivo in più per giocarci. Immediato è buono: pochi bottoni in screen per compiere tutte le operazioni.

Ottimi i potenziamenti, gli accessori e la varietà di zombie disponibili alla cattura per la realizzazione dell’impero delle spremute di zombie. Come ottima è la cura dei dettagli: tutto ha un descrizione, anche gli zombie incontrati con tanto di caratteristiche tecniche come zona di incontro, sapore (raccapricciante) e succosità. Un aspetto che mi ha subito colpito.

Zombie Catchers è un titolo da avere, capace di spezzare e migliorare per esempio la nostra pausa caffè o un semplice momento di svago permettendoci di immedesimarci in un imprenditore alieno con pieno controllo del business delle spremute di cervelli zombie. Piacevole,  non troppo ripetitivo ma capace di mettere d’accordo sia gli amanti degli “zombie” sia i videogiocatori leggermente più evoluti.