in Apple, iOS

Apple risponde alla corte in materia di sicurezza e mi convince

Nelle scorse ore sul web ha cominciato a circolare la notizia per cui  Apple avrebbe risposto in maniera negativa a una richiesta di FBI per “ammorbidire” il sistema di sicurezza che protegge l’iPhone. Nello specifico, la richiesta dell’FBI, è quella di ammorbidire il sistema di protezione di uno degli iPhone degli attentatori della strage di San Bernardino, in California dello scorso Dicembre. L’FBI infatti, a causa del sistema di sicurezza di iPhone non riesca ad accedere ai dati personali dell’attentatore.

iOS però, è progettato in maniera da inizializzzare il dispositivo dopo un determinato numero di tentativi di inserimento del codice di sblocco. L’agenzia governativa vorrebbe che questa protezione possa essere bypassata per effettuare un attacco brute force  – che richiederebbe comunque veramente tanto tempo – ai fini di ottenere il controllo del dispositivo.

Già in passato la stessa azienda di Cupertino aveva avuto richiesta sempre dall’Agenzia Federale di Investigazione di realizzare un backdoor per rendere più semplice e agevole l’accesso dei dati alle autorità di soggetti colpevoli di diversi crimini.

Apple, formalmente, non solo si è opposta alla corte ma ha ufficialmente risposto con un comunicato pubblicato su una pagina web in cui spiega le sue ragioni.

Attacca così:

The United States government has demanded that Apple take an unprecedented step which threatens the security of our customers. We oppose this order, which has implications far beyond the legal case at hand.

For many years, we have used encryption to protect our customers’ personal data because we believe it’s the only way to keep their information safe. We have even put that data out of our own reach, because we believe the contents of your iPhone are none of our business.

Apple quindi conferma che anche in passato, nonostante i dubbi, abbia criptato i dati degli utenti.

The Need for Encryption

Smartphones, led by iPhone, have become an essential part of our lives. People use them to store an incredible amount of personal information, from our private conversations to our photos, our music, our notes, our calendars and contacts, our financial information and health data, even where we have been and where we are going.

All that information needs to be protected from hackers and criminals who want to access it, steal it, and use it without our knowledge or permission. Customers expect Apple and other technology companies to do everything in our power to protect their personal information, and at Apple we are deeply committed to safeguarding their data.

Compromising the security of our personal information can ultimately put our personal safety at risk. That is why encryption has become so important to all of us.

Cook ha ragione: lo smartphone è diventato una parte essenziale della nostra vita. Lo utilizziamo sempre, in ogni momento e contiene una quantità di dati personali assolutamente da non sottovalutare. Compromettere la sicurezza del sistema, realizzando una variante del sistema operativo di Apple metterebbe in pericolo, serio pericolo, gli utenti finali.

The government is asking Apple to hack our own users and undermine decades of security advancements that protect our customers — including tens of millions of American citizens — from sophisticated hackers and cybercriminals. The same engineers who built strong encryption into the iPhone to protect our users would, ironically, be ordered to weaken those protections and make our users less safe.

Il governo chiede ad Apple di hackerare i suoi stessi utenti, mettendo a repentaglio decenni di anni di studi sulla sicurezza per i propri consumatori ed esponendoli, potenzialmente, ad hacker e cybercriminali. Gli stessi ingegneri che per anni hanno lavorato alla protezione e alla sicurezza dei prodotti si ritroverebbero – paradossalmente (ironicamente nel comunicato) – a dover scardinare queste protezioni e rendere il dispositivo meno sicuro per gli utenti.


Il tema della sicurezza informatica, sistemi criptati e sorveglianza di massa è da qualche tempo tornata in voga. Se nel 2009 si pensava che iPhone spiasse i suoi utenti, ora la situazione sembra essere cambiata. Apple tutela i suoi utenti e mantiene la sua linea dura e continua a non fornire informazioni o ad abbassare le difese riguardo la sicurezza dei suoi dispositivi.

Dopo la scoperta delle mosse della NSA, tutti i colossi della tecnologia si sono detti pronti a migliorare i sistemi di sicurezza per i propri utenti e relativi dati impendendo l’accesso ad agenzie governative, governi e affini.

Da possessore di iPhone 6S Plus mi sento quasi rassicurato. Ho valutato l’aspetto sicurezza prima dell’acquisto e forse, dico forse, non ho fatto un acquisto sbagliato. Apple è sempre una azienda che produce software cloused source, ma viste le sue ultime misure, affermazioni riguardo lo stato della sicurezza dei dati, pare avermi convinto. Fino al prossimo scandalo.

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