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Anker Astro E5 2nd versione, la recensione completa

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Il 2014 è quasi terminato ma arrivo giusto in tempo per raccontarvi uno dei gadget che ha accompagnato l’ultimo mese di quest’anno. Parlo di Anker Astro E5 2nd generazione l’evoluzione della precedente Anker Astro E5 di cui vi ho parlato alcuni mesi fa e che molti di voi hanno acquistato e apprezzato riportandomi un feedback.

Confezione

La nuova Anker Astro E5 2nd generazione è una vera e propria bomba. La confezione è rimasta molto simile a quella della precedente versione: classico cartoncino resistente con grafica bianca di contorno con una immagine della batteria nella parte superiore.

Al suo interno, oltre alla batteria troviamo i classici manuali di Anker un cavo USB/microUSB  per la ricarcia della batteria  e un sacchetto in microfibra per contenere la batteria ed evitare che si graffi/sporchi.

Il package non cambia, il contenuto sì.

 

Batteria

Il package cambia ma la batteria cambia. In bene. Dallo spacchettamento alla tecnologia introdotta in questa versione di una delle batterie esterne più amate dagli internauti.

A stupirmi è sicuramente la nuova forma. Non più un quadrato con gli angoli arrotondati e piuttosto pensante ora più leggera, allungata e stretta. Il guadagno per l’utente medio è evidente: più leggera da trasportare, più semplice da riporre e meno ingombrante. Un bel passo avanti. La precedente versione non era il massimo della portabilità, con questa nuova versione si tocca un nuovo livello di portabilità. Io personalmente riesco a portarla nella tasca laterale dei jeans.

Non solo cambiamenti nella forma ma anche all’interno. La nuova Anker Astro E5 2nd generazione porta con sé la nuova tecnologia IQ (PowerIQ) che permette alla batteria di riconoscere il tipo di dispositivo che abbiamo collegato per adattarsi allo stile di ricarica e migliorare le prestazioni. Tecnologia ottima per preservare la salute della batteria del proprio dispositivo e per ottenere delle performance di carica migliori, parecchio simili a quelle che possiamo ottenere collegando il nostro smartphone alla corrente elettrica.

La nuova batteria a differenza della precedente versione non impiega due vite per ricaricarsi completamente. Diciamo che otto ore siano più che sufficienti per ricaricare al 100% i 16000 mAh di capienza della batteria.

Nel pratico

Abisso, questo è il termine corretto per descrivere le differenze nell’usabilità, portabilità e funzionalità della nuova versione rispetto alla prima. Grandi passi avanti.

Nel pratico ho avuto modo di portare la nuova batteria con me e oltre ad aver segnalato le mie sensazioni nei paragrafi precedenti posso confermare che, come nella precedente versione, le cariche per il Lumia 1020 sono ben 7 e complete, mentre sfiorano le 9 complete su iPhone 5.

La forma e dimensioni permettono di portarla molto più facilmente data la riduzione delle dimensioni e del peso. Ottima da tenere in zaini o in piccole borse per le evenienze.

 

In sostanza

In sostanza, questa Anker Astro e5 2nd è fenomenale. Anni avanti rispetto alla precedente versione. L’amperaggio è rimasto lo stesso è vero, a cambiare però sono le prestazioni. L’IQ influisce parecchio sia sulle performance di scarico del dispositivo sia sulle prestazioni del terminale ricaricato.

La nuova forma allungata e il peso praticamente dimezzato lo rendono un accessorio fondamentale per tutti i giorni. Io personalmente tengo questa versione sempre in uno zaino quando vado all’università.

Promossa sicuramente a pieni voti.

 

Potete acquistare la nuova Anker Astro E5 2nd su Amazon a questo indirizzo!

Nokia Lumia 830 recensione: quando l’equilibro non è riduttivo

lumia_830_recensione_gusionsNegli ultimi sessanta giorni ho avuto il piacere di provare a fondo Nokia Lumia 830, il nuovo terminale (nonché l’ultimo dell’era Nokia) di fascia medio alta presentato all’evento More Lumia del 4 Settembre scorso. Il terminale arriva con grandi aspettative in casa mia, visto che i fratelli come il Lumia 1020, Lumia 930 e Lumia 1520 mi hanno esaltato parecchio.

Fossi obbligato a definire questo terminale con una parola direi equilibrato. Nulla potrebbe meglio descrivere questo smartphone. Attenzione però a non interpretare la parola equilibrato con accezione riduttiva. L’equilibro di questo terminale sta tra la potenza, la bellezza e il prezzo davvero interessante.

Primo impatto

Avviso: se cercavate una recensione tradizionale questo è il post sbagliato. Forse. Non parlerò della confezione ma come mi sono trovato con questo smartphone.

Il Nokia Lumia 830 mi ha subito colpito. Sembra il 930 esteticamente parlando ma mi piace di più. Paradossalmente la fotocamera sporgente per un amante di Nokia Lumia 1020 è vera e propria arte. Molti l’hanno criticata a me piace e parecchio. A differenza del fratello maggiore la cover posteriore è removibile (seppur con qualche difficoltà se siete quasi privi di unghie come il sottoscritto) dove possiamo accedere alla batteria rimovibile e potremo espandere la nostra memoria tramite microSD e inserire la Nano sim.

La cornice metallica come si dice è tanta roba. Mi ricorda, una volta tra le mani, la prima sensazione avuta impugnando Nokia Luami 925, il primo vero Lumia realizzato con materiali “premium”. L’elemento principale a cui ho prestato subito attenzione è sicuramente il peso. Migliorato di netto rispetto al Lumia 930. Ora lo smartphone, nonostante i 5″ di display è perfetto per l’utilizzo anche con una sola mano.

Se il primo impatto è quello che conta, beh, allora ci siamo. Ma non adagiamoci e continuiamo ad esplorare questo Nokia Lumia 830.

L’uso di tutti i giorni

Una cosa è il primo impatto, un’altra è utilizzare lo smartphone durante l’arco di una giornata. Provando vari smartphone, il fattore utilizzo continuativo è fondamentale per poter giudicare nel migliore dei modi un terminale. Nokia Lumia 830 arriva con la promessa di essere un Nokia Lumia 930 solamente meno costoso. Forse in Nokia/Microsoft ci sono riusciti. A fare qualcosa di meglio del Lumia 930, sia chiaro.

Perché si, qualche mese fa mi ero innamorato del Lumia 930 ma il Lumia 830 è diciamo — paradossalmente —  una evoluzione. L’hardware forse non è lo stesso, con una pendenza a favore del top gamma, ma la differenza nell’uso quotidiano si sente poco e nulla.

Utilizzo il terminale per uso comune: chiamate, messaggi, tanto tanto WhatsApp, una buona dose di Instagram e un po’ di Twitter e devo dire che non sento tanto la necessità di aver un telefono di scorta o una batteria aggiuntiva anche se porto sempre la DC-19 con me per le eventualità.

L’utilizzo è sì massiccio ma il terminale riesce ad arrivare a fine serata con qualche accorgimento, ma senza dover rinunciare al “non so cosa”. Windows Phone 8.1 è in versione Denim, la 8.1.1 personalizzata da Nokia, che porta con sé alcune novità e ottimizzazioni che si aggiungono già all’ottimo lavoro di Microsoft e Nokia. Anche se a dire il vero, Lumia Camera, una delle principali novità per i top gamma Lumia arriverà nel mese di Dicembre.

Cambiare è bello sì, ma quanto è difficile. Specie se si è abituati ai 4.5″ del Nokia Lumia 1020. Il display da 5″ è molto bello, i colori ben bilanciati e la resa anche sotto il sole è notevole. Ma abituarsi è difficile, più o meno. Una volta presaci la mano però è difficile cambiare o tornare a schermi di dimensione inferiore. Il grip è ottimo complice anche l’ottima cornice in alluminio, che permette di avere lo smartphone saldo in mano anche nelle peggiori situazioni.

Foto e affini…

Uno dei punti di forza di questo terminale, nonché di tutti i terminali Lumia, è il settore imaging. La fotocamera di questo terminale infatti è fantastica. 10 Megapixel di potenza, ottiche Zeiss con tecnologia PureView all’ennesima potenza. Non siamo ai livelli del Lumia 1020 per carità ma la qualità degli scatti è veramente fondamentale. Ottima praticamente in tutte le situazioni: dal più soleggiato paesaggio fino alla foto buia dentro una stanza in piena notte con luce accesa.

Elemento che mi ha colpito particolarmente, probabilmente complice anche Lumia Denim, è la riduzione del rumore digitale nelle foto. Già basso in Lumia 930 e ora quasi assente su questo terminale. Ottima cosa, vista anche la possibilità di scattare foto con Lumia Camera in formato DNG per essere poi editate con strumenti di fotoritocco professionali.

Ma alla fine tu questo Nokia Lumia 830 me lo consigli?

La risposta è ovviamente sì. Precisiamo. Lucia 830 è uno smartphone di fascia media visto il prezzo (ufficiale di 399 euro) con caratteristiche da top gamma. Non è il 930 almeno sulla carta, ma non ha nulla da invidiargli, anzi. Sembra una versione migliorata di questo, leggermente depotenziata a livello di processore ma conservando materiali ma anche prestazioni super, capaci di insediare i top gamma anche di altri OS.

Due mesi con questo terminale mi sono bastati per promuoverlo a pieni voti, senza sì né ma.

Zombie Catchers, un titolo per iPhone finalmente fuori dal coro

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Rieccoci qua. Per il nuovo ciclo di post di approfondimento annunciato di recente ho deciso di presentarvi Zombie Catchers, un gioco per iOS che in questi ultimi giorni sta catturando — e non poco — la mia attenzione. I protagonisti di questo titolo sono  gli zombie, i personaggi più amati dai videogiocatori di smartphone e tablet, che hanno ne letteralmente conquistato il cuore, me compreso.

Come possiamo intuire dal titolo in Zombie Catchers, dovremo immedesimarci in un simpatico alieno verde cacciatore di zombie e un rugginoso robot, il suo socio di affari. Il nostro personaggio dovrà recarsi in tre differenti lande per catturare quanti più zombie possibile per tenere su la baracca e non è un modo di dire perché i due, in un ipotetico nuovo pianeta, vendono spremute di zombie (fatte in casa) coi retrogusti più disgustosi possibili, come piace — pare —  alla clientela. Nei sotterranei di questo banchetto infatti ci sono degli impianti con spremizombie davvero moderni che producono spremute di qualità che permettono al nostro personaggio di continuare le sue esplorazioni con potenziamenti all’equipaggiamento e nuovi pezzi per migliorare gli spremitoi e di conseguenza per aumentare i guadagni.

Giocandoci..

La semplicità d’uso è l’arma non troppo segreta di questo titolo. Una volta mandato il nostro alieno in esplorazione dotato di cervelli, armi varie e un jetpack, avrà il inizio il nostro divertimento.

Gli zombie sono molto timidi, si nascondo in delle buche, prontamente segnalate dal gioco dove noi dovremo lanciare un cervello che col suo odore, funzionerà come esca. Subito dopo aver compiuto questa operazione sarà bene nascondersi perché nonostante l’odorino del cervello non soppianterà il nostro. Una volta posti a debita distanza la preda uscirà allo scoperto, si guaderà attorno, e una volta avvertita la nostra presenza comincerà a correre all’impazzata e noi dovremo rincorrerla e traffigerla senza pietà.

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Una volta terminato il livello verremo ricatapultati al nostro chiosco dove metteremo al lavoro i nostri macchinari. Una nuova caccia non inizierà al termine della precedente ma quando il drone cerca zombie troverà nuovi zombie. Il tempo varia da zona a zona e mediamente è di sei minuti che andranno diminuendo al passar dei livelli. Comunque sì, hai letto bene, per giocare un’altra partita è necessario che trascorra un lasso di tempo variabile tra i dieci e i cinque minuti. É una eternità starete pensando. Ed è proprio così.  Tra una partita e l’altra potrete prendere un caffè. O acquistare del plutonio, da pagare con soldi veri però, per dopare i droni affinché trovino gli zombie.

Le missioni saranno man mano sempre più difficili e come tali ci sarà bisogno di una attrezzatura di supporto degna. Per questo acquisteremo (con le monete del gioco) potenziamenti per l’arpione (l’arma di base), delle utilissime trappole per non far scappare gli zombie, dei potenziamenti per il jetapack e in aggiunta una pistola spara reti (dotata però di soli tre colpi dopo sarà necessario il plutonio per ricaricarla) capace di catturare fino a tre zombie.

Ogni tre livelli circa viene introdotto un nuovo esemplare di zombie, che permetterà di rendere il gioco sempre più interessante senza però dimenticarsi degli esemplari precedentemente visti e catturati, fondamentali per tenere in piedi la baracca. Detto così può sembrare stupido, immaginatevi però, seduti sulla tazza del cesso di comandare una vera e propria multinazionale di spremute di zombie. Il senso di onnipotenza è incredibile.

Ma quanto mi costa il plutonio

Il funzionamento di Zombie Catchers è molto discutibile. La parola chiave con cui potrei descriverlo è attesa. Ci sono attese ovunque: per trovare gli zombie, per spremerli e  per ricaricare le armi. Una scorciatoia per abbattere l’attesa è una sola: usare il plutonio. Questo elemento, iper presente nei vari fumetti, è ottenibile in due modi: catturando dieci zombie ci verrà assegnata una barra di plutonio o acquistandolo e pagandolo coi soldi veri. Il plutonio costa più dell’oro. Utilizzare solo quello ottenuto dalla cattura degli zombie è praticamente impossibile per giocare in lassi di tempo accettabili. Qui scatta la finestra per l’acquisto tramite meccanismo in-app: 160 barre costano 4,49 euro, 400 barre costano 8,99 euro, 900 barre costano 17,99 euro e 2400 barre 44,99 euro.

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Cifre da capogiro per gli utilizzatori abituali di plutonio, assuefatti dal suo uso per ottenere un gioco molto meno spezzettato che neanche Stan Lee nei suoi fumetti utilizzerebbe nelle quantità consumate dal giocatore di Zombie Catchers medio-ricco.

Il modello di business del gioco è chiaro: zero pubblicità, zero costi per acquistare il gioco ma lunghe attese per incitare l’utente a cadere “nella trappola” degli acquisti in-app (salvo offrire raramente un video sponsorizzato per abbattere l’attesa).  Discutibile per molti, inaccettabile per altri e basta che si giochi per me. Perché per blog e passione di giochi per smartphone ne ho provati tanti tanti e anche di più, ma uno che mi abbia catturato come questo quasi mai. Nemmeno il primo Angry Birds.

Ma no, un vero videogiocatore nudo e crudo e spiantato come me non cederà alla tentazione di abbattere le attese pagando col denaro reale. Ho imparato a prendere la cosa con filosofia e prendere il titolo come tale. Un ottimo passatempo per riempire i buchi di tempo all’Università o in casa con la quale perdermi per qualche minuto. Non di più.

 

Ma alla fine?

Stiamo calmi. Mi è sempre stato insegnato di non arrivare subito alle conclusioni. Scherzi a parte, tirare su un giudizio su questo titolo è molto difficile.

Scherzo di nuovo (che burlone che sono). Allora, Zombie Catchers è uno dei giochi più  cool che si possano trovare in questo momento sull’AppStore. Forse anche il più fresh visto il suo format piuttosto interessante anche se non innovativo. L’idea di base è ottima, il funzionamento pure. La trama — assente in molti titoli next gen sui vari store — rende tutto più interessante e ci offre un motivo in più per giocarci. Immediato è buono: pochi bottoni in screen per compiere tutte le operazioni.

Ottimi i potenziamenti, gli accessori e la varietà di zombie disponibili alla cattura per la realizzazione dell’impero delle spremute di zombie. Come ottima è la cura dei dettagli: tutto ha un descrizione, anche gli zombie incontrati con tanto di caratteristiche tecniche come zona di incontro, sapore (raccapricciante) e succosità. Un aspetto che mi ha subito colpito.

Zombie Catchers è un titolo da avere, capace di spezzare e migliorare per esempio la nostra pausa caffè o un semplice momento di svago permettendoci di immedesimarci in un imprenditore alieno con pieno controllo del business delle spremute di cervelli zombie. Piacevole,  non troppo ripetitivo ma capace di mettere d’accordo sia gli amanti degli “zombie” sia i videogiocatori leggermente più evoluti.

 

Gusions Blog diventa “slow”

 

Il 2014 è stato un grandissimo anno per il Gusions Blog 2.0. La secondo versione del mio blog (la prima versione è ancora disponibile a questo indirizzo), ha riscosso un grande successo. Nonostante i vari esperimenti prima grafici, poi funzionali e ultimamente a livello di posizionamento su Google e affini (con ottimi risultati) è stato un verso successo. La mia attività online pare piaccia e io continuo a seguire il blog.

MA

Ma mai cullarsi sui buoni numeri, sui download di un eBook o a quanti eventi vieni invitato. Chi non pensa a migliorare starà sempre indietro e verrà superato da qualcuno che proporrà qualcosa di nuovo. Ce lo insegna la storia e ce lo insegna l’esperienza. É arrivato il momento di innovare. Già qualche settimana fa ho provato un nuovo tipo di format sul post di Jawbone e come risultato devo dire che non c’è male. Oggi però, annuncio i lavori in corso di Gusions Blog 2.0 che diventerà slow.

Il mondo dell’informazione è cambiato, si ricercano quante più informazioni immediatamente e non vengono più apprezzati — come accadeva una volta —- gli approfondimenti. Andrò controcorrente. Potrebbe essere una mossa suicida ma io ci credo. Ci credo perché il settore tech è diverso dal resto dell’informazione moderna. Un utente medio che cerca consigli su quale smartphone acquistare o sul perché comprare quel determinato gadget, ha bisogno di una spiegazione esauriente. Che lo convinca a fare quell’acquisto o quella rinuncia.

La nuova mission (ora che fa figo dirlo) è quella di essere un supporto per l’utente medio, per aiutarlo a conoscere le cose più cool  che mi circondano e i dispositivi che a mio parere potrebbero interessargli. Non vengo a fare markette, vengo a raccontare quello che faccio, e perché no, se ti piace, perché potresti farlo pure tu.   Una nuova missione che si avvierà quanto prima possibile. Innanzitutto sono alla ricerca di un nuovo template, capace di soddisfare le mie esigenze. Entro la fine di questo fantastico 2014, il nuovo Gusions 2.0 slow blog sarà pronto. Il nome è brutto, ma il contenuto è quello che conta. photo credit: Mike Bailey-Gates via photopin cc

Jawbone UP la recensione un anno dopo

 

Voglio proporvi un post con un format completamente diverso rispetto al solito. Oggi voglio parlarvi di Jawbone Up, uno dei primi braccialetti welness disponibili sul mercato. Voglio parlarvene in un’ottica diversa, quell’ottica di un utente che dopo averlo abbandonato per problemi di funzionamento è rimasto 8 mesi senza e poi, una volta passato alla “concorrenza” è tornato, diciamo, a casa.

Tutto iniziò con un malfunzionamento. Il braccialetto smise di funzionare, l’azienda che me lo fornì e che mi aveva mandato il primo campione non si fece più viva quando segnali che, ad appena due settimane dall’arrivo del nuovo prodotto, anche questo non funzionava più. Dopo esserne rimasto senza ed essere passato per una settimana al Fitbit, ho deciso di parlare col gentilissimo supporto di Jawbone, che dopo aver ascoltato la mia situazione mi ha mandato un nuovo Jawbone UP.

 

 

Una volta riabbracciato — o meglio, rindossato il bracciale —mi si è riaperto un mondo. Le funzionalità del braccialetto non sono cambiate. Non ci sono stati particolari miglioramenti o novità nell’app ufficiale, ma questo ha conservato le sue peculiarità: la modalità sonno, la modalità riposino intelligente e il suo ottimo tracker dei passi.

Nulla di nuovo appunto, bensì un’ottima conferma. Avevo sicuramente un ottimo ricordo di questo dispositivo, e non mi sbagliavo.

PERCHÉ PROPRIO JAWBONE UP

Fondamentalmente per la sveglia silenziosa, la vera feature killer, secondo me, di questo dispositivo. La possibilità di essere svegliato durante il sonno leggero senza traumi è una funzionalità che vale più di qualsiasi altra funzionalità. Nonostante qualche tempo fa abbia spiegato quanto è necessario dormire per non essere degli zombie viventi, questo Jawbone Up per me è ancora indispensabile.

Ma non solo, ottimo il contapassi, che definirei quasi scrupoloso. Me lo ricordavo preciso si, ma ora, comparato con altri sembra forse essere migliorato. Invariata ma buona la funzionalità cronometro per permetterci di tenere traccia del nostro allenamento.

Il bello forse è proprio questo: trovare tutto come avevo lasciato. Tutto collaudo, funzionale, semplice e minimalista. Le chiavi per il successo. Elementi che hanno saputo mescolare, in quel di Jawbone con UP24.

MA..

Jawbone Up è un ottimo prodotto, ma non è perfetto. Anzi. Come avevo indicato nella mia prima recensione nel Luglio 2013 è il forte attrito con determinati tipi di tessuto, specie con le lenzuola, rendendo alcune volte parecchio “sgradevoli” i movimenti nel letto.

Pecca di integrazione con alcune app, una su tutte è sicuramente Runtastic. L’app che utilizzo per tenere traccia dei miei allenamenti. Un gran peccato specie perché poter “centralizzare” i dati sugli allenamenti è una cosa davvero utile.

Infine, seppur in lavorazione, manca un’app per Windows Phone 8. Una mancanza che mi porta ad utilizzare iOS per sincronizzare il bracciale, pur non essendo il mio device primario.

Manual per iPhone vista da un prosumer


Una delle app più in voga di questi ultimi giorni è sicuramente Manual. La prima app che integra i controlli manuali su iPhone grazie alle nuove API per le immagini rilasciate da Apple con iOS 8. L’app è stata resa disponibile appena un giorno dopo il rilascio ufficiale della nuova versione del sistema operativo di Cupertino, prendendo alla sprovvista le altre “superpotenze” del settore fotografico: Camera+, VSCO Cam (che ha rimediato qualche giorno dopo come già visto) e ProCamera 8.

Ma cosa è, esattamente, Manual?

La pagina di iTunes definisce come una potente camera app con controllo totale sulla nostra immagine con la possibilità di aggiustare tutti i parametri delle immagini velocemente e in semplicità. Nessun tap più a caso.

Io preferisco definirla l’app di rottura del col passato, e la prima di una caterva di nuove app prosumer. Manual, non è un’app per tutti. Servono delle conoscenze di base per poterla utilizzare degnamente. Mi ricorda molto Nokia Camera che permette di settare praticamente qualsiasi parametro in fase di scatto. Nessuno zampino nella fase di editing, questa non è roba per Manual. Questa si occupa esclusivamente di scatto.

 

UI

manual-iphone-screenshotUno dei punti di forza di questa app è sicuramente la sua UI minimalista, che incarna appieno lo spirito di iPhone. La semplicità d’uso è lampante. Per un utente con un minimo di conoscenza degli strumenti messi a sua disposizione. Su Manual è possibile settare gli ISO, la velocità di scatto, migliorare il bilanciamento del bianco, l’esposimetro e il focus. L’app inoltre integra degli strumenti piuttosto interessanti come l’istogramma, l’illuminazione della scena tramite flash, diversi tipo di griglia, visualizzatore di dati EXIF e un monitor dei valori di esposizione.

Strumenti potentissimi, se usati a dovere. Vanno infatti a colmare le lacune della fotocamera “stock” di iOS 8. Molto basica, con poche possibilità di modificare le varie impostazioni e che preme a più riprese sulle impostazioni automatiche, che non sono gradite alla maggior pare degli utenti iPhone sempre più prosumer e sempre più amanti di app evolute come Camera +, Procamera, Camera 645, AVGCameraPro etc.

A differenza di queste sopraccitate la UI è, diciamo, smart. Tutto è a portata di mano. Nessun sotto menu, nessun giro di tap per avere acceso alle varie impostazioni. Una comodità non indifferente per chi non rinuncia alla comodità ma allo stesso tempo vuole ottenere una foto quanto migliore possibile.

 In Definitiva

Manual è un’app semplice, funzionale, minimalista capace di soddisfare le varie esigenze dell’utente prosumer. Nessun parametro da configurare di troppo, UI semplice e ottimi risultati. Costa 1.79 euro su AppStore, ma è assolutamente un’app da aver per chi vuole abbandonare la “solita” Fotocamera di iOS.

VSCOCam 3.5 diventa un’app semi professionale coi Creative Control

 

ORIGINARIAMENTE  UNO SPRECO DI BIT


Se per caso non ve ne foste accorti, nelle scorse ore l’intera utenza iOS (o comunque la maggior parte di questa) ha installato iOS 8, la nuova versione del sistema operativo di Apple presentata lo scorso Giugno durante il WWDC 2014. Molti sviluppatori già alcune ore prima del rilascio ufficiale avevano pubblicato su AppStore un aggiornamento per garantire la compatibilità della propria app col nuovo aggiornamento. Una delle app che mi ha colpito maggiormente è stata VSCOCam che non solo ha semplicemente aggiornato la propria app bensì ha rilasciato una nuova versione, la 3.5, con tante novità e col supporto alle nuove API di Apple per il settore imaging.

Ebbene sì, non un semplice aggiornamento bensì una vera e propria major release, annunciata da VSCO sul proprio sito con un blogpost e, come di consueto sul profilo Instagram. Attenzione però: VSCOCam non si è aggiornata, si è trasformata. VSCOCam è diventata un’app prosumer adatta sia agli utenti normali tra virgolette (consumer) e quelli più esigenti (pro).

 

A investire di questo prestigioso titolo è l’introduzione dei “Creative Control” ovvero una serie di strumenti avanzati integrati nella fotocamera dell’app. Non tutti gli utenti saranno capaci di utilizzarli, per questo Vsco, ha deciso di “nasconderli” rendendoli attivabili dal menu superiore dopo aver “tappato” sull’ingranaggio. Vediamo, prima di analizzarli uno ad uno, quali sono questi nuovi tool:

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  • Exposure compensation: modifichiamo l’esposizione per ottenere risultati “artistici”;
  • White balance: bilanciamo i bianchi per ottenere uno scatto coi colori quanto più reali possibili;
  • Manual focus: fuoco manuale, scegliamo noi quale soggetto mettere a fuoco con un semplice tap;
  • ISO: settiamo la sensibilità alla luce della fotocamera per migliorare la qualità dell’immagine;
  • Shutter speed: selezioniamo la velocità di scatto dell’otturatore per manipolare la chiarezza del soggetto con qualsiasi tipo di luce.

Sono strumenti molto potenti se utilizzati con cognizione ma non tutti riescono a farlo ma VSCO ha voluto porre rimedio a questa situazione rilasciando dei tutorial, uno per ogni singolo strumento, disponibili a questo indirizzo.

VSCOCam si è evoluta. Non è più solamente l’app che molti utenti utilizzano per applicare dei filtri (preset) alle proprie foto in fase di post produzione bensì una vera e propria app completa, capace di seguire l’utente dallo scatto grazie a questi nuovi strumenti fino al post produzione e la relativa pubblicazione su Instagram o Grid. Se prima non riuscivo a separarmene, ora non posso proprio più farne a meno.

 

Anker MP141 la cassa bluetooth super

 

Negli ultimi sette giorni grazie agli amici di Anker ho avuto modo di provare uno dei gadget su cui avevo messo gli occhi alcuni mesi fa: l’Anker MP141, una cassa bluetooth, compatta, elegante e a quanto pare davvero ottima.

Confezione

Anker MP141 conserva la confezione di altri prodotti già visti in precedenza come l’Anker Astro E5 e Anker Battery Case: cartone rigido, ottimo e ben rifinito con sopra la stampa dell’immagine del prodotto. Al suo interno troviamo: la cassa, una sacca protettiva, un caso micro USB per la ricarica e una cavo jack da 3.55 mm per il collegamento a dispositivi non compatibili con la tecnologia bluetooth.

Minimale ma completa. Un package che personalmente mi piace tantissimo. Non manca nulla, non c’è nulla di più. Ottimo.

Lo speaker

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L’Anker MP 141 è un prodotto premium a tutti gli effetti. La qualità costruttiva è ottima, i materiali utilizzati offrono un ottimo feedback tattile che ci permette di comprenderne la qualità. Io ho ricevuto la versione nera. Molto elegante e che fa pendant con i colori del mio Lumia 925 e Lumia 1020. Nella cassa troviamo tre bottoni fisici per alzare il volume, abbassare e mettere play/pause.

La sua forma quadrata rende questo speaker un vero e proprio prodotto super portatile, perfetto per essere trasportato nello zaino o semplicemente anche nelle tasche dei jeans.

Funzionamento

Utilizzare questo Anker MP141 è veramente molto facile possiamo farlo in due modi: sfruttando la tecnologia bluetooth oppure utilizzano il cavo jack da 3.55 mm che troviamo nella confezione. Tutte e due le soluzioni sono molto semplici e pratiche. Per la prima è sufficiente accendere lo speaker, accendere il bluetooth sul dispositivo che invierà a questo la musica (iPhone, Nokia Lumia, tablet vari o anche PC e Mac), compiere il processo di associazione che richiede più o meno trenta secondi e cominciare ad ascoltare la nostra musica.

Un setup molto semplice da compiere. L’Anker MP141 è pronta in pochi secondi e compatibile con tutti i dispositivi con tecnologia bluetooth anche con la nuova versione di questa, la 4.0 disponibile tra le altre cose su terminali come Nokia Lumia 930.

L’Anker MP141 ci offre un suono pulito, i suoi  4 watt si fanno sentire rendendola un vero e proprio must have. Ottimi anche i bassi, che danno il meglio della resa possibile grazie all’apposita porta di uscita. Il suono è veramente ottimo, bilanciato e capace di diffondere il suono anche in stanze abbastanza grandi o con un’ottima resa anche all’aperto.

L’autonomia dichiarata di questo speaker è di 15-20 ore, il mio test con musica tramite Spotify, YouTube e Nokia Lumia 930 è di 18 ore e 45 minuti. Ottima specie se consideriamo la dimensione ridotta di questo (due pollici).

 Considerazioni finali

Mi sento di promuovere a pieni voti questo speaker Anker MP141 che offre una soluzione portatile e allo stesso tempo molto potente. Il suono è pulito, alto al punto giusto e capace di offrire un’ottima resa sia in ambienti chiusi che all’aperto.

Mi sento di consigliare questo prodotto a chi, come me, ha bisogno di una cassa potente, dal suono pulito ed equilibrato, portatile e diciamo sì, anche elegante.

É possibile acquistare l’Anker MP141 al prezzo di 35.99 euro, direttamente su Amazon a questo indirizzo.

Nokia Lumia 930: il miglior terminale Windows Phone di sempre

IMG_3726 Io e il Nokia Lumia 930. Quasi due mesi assieme, una storia abbastanza travagliata. Amore e basta.

Inizia tutto così, un giorno ricevo il terminale direttamente da Nokia Italia — che ringrazio per la possibilità datami — per una prolungata prova. Lo aspettavo da un po’, incuriosito. Non avevo potuto partecipare all’evento di lancio a Milano per problemi di salute e di conseguenza l’attesa era alle stelle.

Avevo visto giusto qualcosa in TV, sentito dire dagli amici che avevano partecipato al lancio ma nulla di più.

Il Nokia Lumia 930 è la macchina rossa telecomandata che desideravo da bambino ma che non ero mai riuscito ad ottenere. Io sono ancora il bambino, perché all’utilizzo mi sono sentito davvero entusiasmato, quasi felice. Felice di vedere un progetto che seguo da un po’ di anni, evolversi definitivamente (cfr. Windows Phone 8 perché  è un reale sistema consumer) ed ottenere una giusta incarnazione con questo Nokia Lumia 930 che nel titolo del post ho definito il miglior terminale Windows Phone di sempre.

 

Confezione

Il Lumia 930 come il Lumia 630 di cui vi ho parlato di recente introduce una nuova confezione. Addio blu con la classica scatoletta rettangolare “tozza” benvenuto nuovo package chiaro (sfondo bianco con stampa del terminale e del suo coloratissimo retro) ma sopratutto quadrato. Al suo interno troviamo quasi tutto il necessario: adattatore da muro, cavo USB per sincronizzazione e ricarica e il terminale stesso mancano questa volta gli auricolari. Personalmente essendo un prodotto premium le avrei inserite.

Qualità costruttiva e primo impatto

IMG_3730Ho spacchettato con grande attenzione questo terminale che aveva una certa pressione viste le mie grandi aspettative. Il Nokia Lumia 930 sembra la naturale evoluzione di Nokia Lumia 925, il mio terminale Windows Phone 8 preferito.

La struttura della cornice in metallo, il nuovo display Gorilla Glass 3 (davvero ottimo) e il retro coloratissimo ma con materiali di qualità ci danno la sensazione di avere tra le mani un terminale di fascia altissima se non uno dei terminali migliori mai provati.

Una volta acceso notiamo la differenza. A bordo troviamo Lumia Cyan, la versione di Windows Phone 8.1 personalizzata da Nokia. Nonostante abbia seguito praticamente tutto lo sviluppo di Windows Phone 8 dalla developer preview fino alla versione finale, ma è stato comunque un piacere notare come il firmware sia perfettamente ottimizzato per l’hardware del terminale.

Specifiche Hardware

Non solo bello ma anche potente. Nokia Lumia 930 oltre ad essere un capolavoro di estetica e qualità costruttiva è anche un super smartphone. Le specifiche sono super, oltre e avanti rispetto al terminale Lumia più potente di tutti: il Nokia Lumia 1520. Il Lumia 930 è il flagship per eccellenza per il segmento Windows Phone 8, senza troppe discussioni.

 

Vediamo in breve le super specifiche tecniche:

  • Dimensione display: 5 ‘ OLED;
  • Risoluzione display: Full HD (1920 x 1080);
  • Densità pixel: 441 ppi;
  • SIM: Nano SIM;
  • Capacità batteria: 2420 mAh;
  • Nome del processore: Qualcomm Snapdragon™ 800;
  • Tipo di processore: Quad-core 2,2 GHz Quad-core 2,2 GHz;
  • RAM: 2 GB;
  • Memoria di massa: 32 GB;
  • Tipo di memory card espandibile: No.

Funzionamento

Il Nokia Lumia 930 è il terminale per eccellenza con Windows Phone 8.1. Porta con sé tutte le  novità che abbiamo già visto con la saga Windows Phone 8.1 dalla A alla Z e ci aggiunge una serie di miglioramenti e tweak per offrire una esperienza utente al di sopra di quanto visto su terminali col medesimo OS.

Nessuno sconvolgimento, la base dell’OS è rimasta la stessa. Non ci sono stati grandi cambiamenti per un motivo molto semplice: le fondamenta sono solide ed è possibile costruire la casa tranquillamente. Ogni giorno che passa sullo store vengono pubblicate nuove app, anche tra le più famose e che fino a poco tempo fa erano esclusive di altre piattaforme come avvenuto di recente con Uber e Opera Mini, rendendo di fatto l’OS sempre più abbordabile anche per gli utenti più viziati.

Non siamo davanti a un terminale di fascia bassa e come tale troviamo delle prestazioni al di sopra per esempio, di Nokia Lumia 630, nonostante questo sia un terminale davvero valido.

Punto di forza di questo Nokia Lumia 930 è la fotocamera Pureview da 20 megapixel. Non alla pari col fantastico Nokia Lumia 1020 ma un degno avversario. I miglioramenti, anche a livello di ottiche si fanno sentire. Questo terminale scatta delle foto davvero ottime in quasi tutte le condizioni di luce. Paradossalmente non soffre la presenza di rumore digitale negli scatti con condizione di poca luce. Anche la modalità automatica riesce a bilanciare le varie funzionalità per ottenere un risultato ottimo. Possiamo vedere degli scatti con Nokia Lumia 930 nei post di AVGCameraPRo, Runtastic Pro e Belkin True Invisglass.

Conclusioni

A conti fatti devo promuovere appieno questo Nokia Lumia 930. Non sono un amante degli smartphone col display XL, ma sono riuscito ad apprezzarlo fino in fondo vista la sua qualità e resa. L’esperienza utente è la classica di Windows Phone 8.1 che ho potuto osservare per  ormai più di un anno: solidità, performance e user experience degne di nota. L’ecosistema si evolve, le app anche le più richieste che prima non erano disponibili piano piano si stanno facendo strada.

La qualità costruttiva è ottima, una prima impressione e un touch and feel davvero ottimo che ci fa capire che smartphone abbiamo tra le mani. Una bomba vera e propria.

Mailbox per Mac, una piacevole sorpresa

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Durante la notte, il team di sviluppo di Mailbox ha annunciato la disponibilità in beta pubblica di Mailbox per Mac. Il software era stato presentato lo scorso Aprile e per un periodo limitato era possibile richiedere un “early access” per poter ottenere questo prima degli altri utenti. Essendomi iscritto ho subito provato Mailbox per Mac e vorrei spendere due parole su questo prodotto.

Mailbox per Mac è il porting per l’omonima — e più famosa — app per iPhone. La missione è sempre la stessa: inbox zero. Per raggiungere questo fenomenale traguardo, la versione desktop del client si serve della stessa meccanica: lo swipe. Infatti basta far scorre le proprie dita sul trackpad del proprio mac per compiere le azioni di archiviare, leggere dopo, cancellare o segnare come già letto le mail. Una comodità non indifferente per chi la utilizza già sul proprio iPhone (o smartphone Android) trovare una versione maxi del client sul Mac.

Questa versione di Mailbox permette la sincronizzazione tra vari dispositivi tramite Dropbox. Una volta eseguito il login con le nostre credenziali al servizio cloud e date in pasto a questo le nostre impostazioni per la mail, è possibile aggiungere un account o GMail o iCloud (o tutti e due). Il primo problema che ho notato riguarda la sincronizzazione delle mail: col mio account GMail non vengono ben sincronizzate, mi trovo nello stream mail recenti (cinque, massimo sei) e successivamente mail risalenti a Marzo. Un bel casino che spero si possa risolvere presto o con un semplice refresh, che non sono riuscito ad eseguire.

Nuova feature esclusiva che verrà introdotta anche nelle versioni mobile è Drafts. Già su questo client sarà possibile realizzare delle bozze per le mail offline che verranno sincronizzate, quando si accederà alla rete, coi vari dispositivi.

Mailbox per Mac è in versione beta e proprio questo status ci permette di capire che non siamo davanti a un prodotto stabile ma non siamo troppo lontani da questa. C’è ancora tanto da migliorare come per esempio la sincronizzazione delle mail e l’importazione delle varie tab come “principale”, “social” e “promozioni” offerte da GMail.

Possiamo scaricare Mailbox per Mac direttamente dal sito ufficiale, ma non servirà a un granché perché per essere installato necessita di una betacoin. Betacoin che ho ricevuto pure io per attivare il mio prodotto. Non disperate però. Ho a disposizione tre betacoin per i lettori del blog. Quindi lasciate un commento e vi farò avere la “monetina” per provare questo interessante software.

Runtastic PRO è il tuo nuovo amico del fitness


Lavoro, studio e alcune piccole disavventure hanno caratterizzato il primo anno di università. Tornato a casa dopo una lunga parentesi è emersa la necessità di rimettersi in forma. Nonostante non abbia bisogno di tantissimo lavoro ma di perdere solo qualche chiletto, ho deciso di riprendere a correre durante questa pausa estiva.

Da qualche mese ero alla ricerca di un aiutante per il mio allenamento quotidiano e finalmente, dopo alcune settimane, ho scoperto Runtastic. Grazie a Runtastic sono riuscito a provare e utilizzare con soddisfazione Runtastic Pro per iPhone per gestire il mio allenamento.

Come funziona

Runtastic Pro è un’app molto versatile, disegnata per le attività outdoor ci permette di scegliere, prima di iniziare l’allenamento di definirne il tipo di questo: troviamo corsa, camminata, aerobica, alpinismio, arti marziali, badminton, ballo, baseball, biathlon, bici da corsa (anche se è disponibile una’app apposita), bicicletta, calcio, cross skating, crossfit, curling, ellittico, equitazione, escursione, football americano, frisbee, ginnastica, golf, handbike, hokey su ghiaccio, immersione, kite surf, motociclismo, mountain bike, nuoto, palestra, pallacanestro, pallavolo, parapendio, pattinaggio in linea, pilates, sci, sci di fondo, sci nautico, slittino, snowboard, spinino, squash, surf, tapis roulant, tennis, vela, windsurf, yoga, zumba e altro (non ben definito). Una raccolta di sport e attività da compiere e da monitorare degna di nota, adatto praticamente a tutte le necessità e in effetti non solo per i corridori.

Scegliendo per esempio “Corsa” sarà possibile scegliere un allenamento semplice dove l’app monitorerà il quantitativo di km percorsi, le calorie bruciate e il tempo impiegato. Oppure potremo fissare degli obiettivi come bruciare un determinato numero di calorie, percorrere un determinato numero di km in un tempo stabilito, oppure entrambi.

Una volta impostato i vari settaggi per la nostra attività, una volta ritornati alla schermata principale saremo pronti per il nostro allenamento. Come possiamo vedere dall’immagine in cima al post, l’app ci mostrerà la durata dell’allenamento, la distanza percorsa, le calorie bruciate nonché il tragitto elaborato tramite il GPS.

Runtastic Pro ci permette di integrare la nostra musica disponibile sullo smartphone, scegliere tra quelle messe a disposizione dall’app per migliorare le performance con la possibilità, eventualmente, di ricevere degli incoraggiamenti qualora rallentassimo.

Piani di allenamento

Una delle feature che più apprezzo di Runtastic Pro è “Piani di allenamento”. Come è possibile intuire dal nome, è una raccolta di piani di allenamento studiati ad hoc per varie tipologie di utenti, dai principianti ai runner più esperti.

Questi sono molto ben fatti e ben studiati, ne sto sperimentando uno in particolare, tra trenta giorni saprò sicuramente darvi un opinione più completa.

Conclusioni

Runtastic Pro è una piacevole sorpresa, nonché un vero e proprio amico tascabile che ci aiuterà nella nostra attività fisica.  Ben realizzata, semplice da usare e completa nelle sue mansioni ci permetterà di tenere traccia delle nostre attività, specie se consideriamo che possiamo usufruire di un servizio web based per consultare i vari risultati al PC per avere una vera e propria panoramica.

Runtastic Pro è disponibile su Windows Phone 8, Android e iOS nonché su Blackberry OS.  La versione Pro costa 4.99 euro su tutte le piattaforme sopracitate.

Degna di nota però è la promozione di Apple, valida fino al 12 Settembre che tramite la propri app chiamata “Apple Store” permette di scaricare gratis Runtastic PRO.

 

Anker battery case iPhone 5/5S recensione, un vero e proprio must have


Durante la scorsa settimana, grazie agli amici di Anker, ho avuto la possibilità di provare l’Anker battery case iPhone 5/5S, una custodia con batteria integrata per il mio iPhone. Essendo sempre fuori di casa e con la batteria perennemente scarica, questa nuovo gadget potrebbe essermi veramente d’aiuto.

Confezione

La contenzione come possiamo vedere dall’immagine è la classica dei prodotti Aanker, come già visto per la Anker Astro E5, in cartone rigido marron. Al suo interno troviamo la cover-batteria, due bumper (uno nero e uno bianco a seconda del colore del nostro iPhone), un cavo micro usb per la ricarica di questo, una prolunga per il jack audio e le istruzioni. Un package semplice e minimale ma sicuramente di impatto.

Prima impressione

Una volta rimosso dalla confezione e dopo aver inserito l’iPhone con l’apposito buper rigido, la batteria è pronta all’uso. Questa è realizzata in plastica rigida di buona qualità. Le dimensioni sono ridotte e il prodotto, anche montato, non ingombra eccessivamente a differenza per esempio della Mophie  Juice Pack Air che ho recensito nel mese di Novembre.

La superficie posteriore è liscia ma non al punto di rendere scivoloso il prodotto, che a differenza dell’apparenza, ci offre un ottimo grip.

Specifiche tecniche

Nello specifico, la Anker battery case iPhone 5/5S è composta da una batteria ricaricabile da 2400 mAh, che ci permette di ricaricare al 120% il nostro melafonino.

È possibile ricaricare la cover batteria tramite il cavo micro usb in dotazione collegandolo al PC/Mac o con un adattatore da parente. Qualora questa fosse attaccata allo smartphone verrà ricaricato prima lo smartphone e successivamente la batteria.

Conclusioni

Anker battery case iPhone 5/5S è veramente un ottimo prodotto: non appesantisce eccessivamente lo smartphone, né ne aumenta lo spessore in maniera considerevole. Ottimo grip e soprattutto ottimo salvagente per chi ha sempre bisogno di una ricarica della batteria al seguito.

Consigliato a chi non ama portare (o che non può)  una batteria esterna, offrendo una soluzione integrata davvero degna di nota. Anker battery case iPhone 5/5S è in vendita su Amazon al prezzo promozionale di 49.99 euro anziché 69.99 a questo indirizzo.